Più Investimenti nel Para – Sport; più accesso e più inclusione

Quando lo sport apre davvero le porte

Nel mondo di oggi spesso chiuso dietro barriere invisibili  lo sport per le persone con disabilità ha un potere profondo: quello di trasformare vite, abbattere pregiudizi, creare inclusione. È con questo spirito che International Paralympic Committee (IPC), dal palco del Forum internazionale organizzato da UNESCO a Santiago del Cile, lancia un appello forte e chiaro: i governi devono aumentare gli investimenti nel “para-sport”. Lo fa per ricordarci che lo sport non è un privilegio riservato a pochi, ma un diritto di tutti  e che, per molte persone con disabilità, rappresenta uno strumento di emancipazione, fiducia in sé, socialità. Come sottolineato da Kristina Molloy, Deputy CEO dell’IPC, il “para-sport” è un driver di inclusione e di cambiamento sociale.

Eppure, nonostante la sua forza trasformativa, la strada è lunga: ad oggi, un bambino su tre con disabilità non ha accesso all’educazione fisica. Un dato che parla chiaro: non basta volerlo serve intervenire concretamente.

Per questo l’IPC, in collaborazione con UNESCO e altri attori internazionali, propone una roadmap concreta per garantire: infrastrutture sportive accessibili, tecnologie assistive, formazione di insegnanti e allenatori sensibili all’inclusione, ed equità nella rappresentazione mediatica. Più investimenti significa più palestre accessibili, più allenatori formati, più opportunità di partecipazione  ma anche un segnale forte: che la società riconosce valore e dignità ad ogni persona, al di là delle sue abilità.

In Italia, in questi mesi, si parla sempre di più di “sport per tutti”: nuove strutture, sinergie pubblico-private, progetti per promuovere attività fisica anche nei piccoli centri. Serve però uno sforzo sistematico, una volontà reale e concreta, non solo parole.

In un momento storico in cui lo sport può diventare volano di coesione sociale, non possiamo permetterci di lasciare indietro nessuno: il para-sport non è un di più, ma una priorità perché lo sport è umano, e l’umanità è per tutti.

Ruotiamo insieme per la libertà: quando lo sport supera le barriere

RUOTIAMO INSIEME PER LA LIBERTÀ 

Sabato 22 novembre 2025, presso il Centro Sportivo A. Montagna de La Spezia, si è vissuta una mattinata di luce, unione e speranza grazie all’evento Ruotiamo insieme per la libertà, organizzato dal Panathlon Distretto Italia in collaborazione con MaratonAbili e numerose associazioni del territorio. Dieci giri di pista, percorsi con cuore e determinazione, che hanno sancito non una gara… ma un abbraccio collettivo tra abilità diverse.

In un gesto semplice ma potentissimo, Adele D’Ippolito, spinta da Giulio Civitella (vicepresidente dei MaratonAbili), ha attraversato la pista su una carrozzina speciale: una scena simbolica che racconta quanto lo sport possa diventare strumento autentico di libertà, partecipazione e dignità.

L’iniziativa ha visto unire tanti volti e tante realtà: associazioni sportive, istituzioni locali, fondazioni, enti come il Comitato Italiano Paralimpico, il CAI Club Alpino Italiano, la Fondazione Telethon, club storici come la Canottieri Velocior 1883, progetti culturali e tanti volontari che hanno deciso di correre letteralmente insieme.

Per molti, “Ruotiamo insieme per la libertà” non è stata solo una mattinata di sport: è stata la dimostrazione concreta che quando c’è cuore, altruismo e comunità le differenze non dividono: uniscono. Un impegno vero, all’insegna dell’uguaglianza e dell’inclusione! Con questo articolo spero di portare su Abileconte.it lo spirito coraggioso e contagioso di “Ruotiamo insieme per la libertà”  perché storie come questa meritano di essere raccontate: sono fari che mostrano come lo sport possa liberare, unire, dare voce a chi spesso viene dimenticato.

 

Il Simbolo delle Paraolipiadi Invernali Cortina 2026

Il cuore che si muove: il significato profondo del simbolo paralimpico.

Tre curve. Tre colori. Un abbraccio in movimento.
Il simbolo delle Paralimpiadi non è soltanto un marchio: è un battito. Un battito che appartiene a chi non si arrende, a chi trasforma gli ostacoli in possibilità, a chi ogni giorno riscrive la propria idea di limite. I tre segni arcuati  chiamati Agitos, dal latino agito, “mi muovo” danzano nello spazio come scie di energia. Il rosso, il blu e il verde non sono scelti a caso: sono i colori più diffusi nelle bandiere del mondo, perché il messaggio della Paralimpiade non conosce confini. Sono tre slanci che sembrano rincorrersi, avvicinarsi, sostener­si, proprio come fanno gli atleti paralimpici nelle loro storie di coraggio.

Gli Agitos formano un cerchio incompleto, simbolo perfetto dell’essere umano: mai davvero finito, mai davvero definito. Sempre in movimento, sempre in evoluzione. È un invito a guardare oltre ciò che appare, a riconoscere la forza interiore che muove ogni gesto, ogni scelta, ogni conquista. Il simbolo delle Paralimpiadi racconta che il valore più grande non è arrivare primi, ma andare avanti.
Andare avanti quando sembra impossibile. Andare avanti quando il mondo ti guarda con stupore, con ammirazione, con quel silenzioso rispetto che nasce solo davanti all’autentica grandezza.

In quel segno che vibra sotto le parole Milano Cortina 2026 c’è tutto:
la determinazione, la creatività, la resilienza, l’orgoglio di chi affronta la vita come una pista da percorrere, non da temere. Le Paralimpiadi non celebrano solo lo sport.
Celebrano l’essere umano nella sua forma più luminosa:
quella che brilla quando supera se stesso.

Brixia FCP: Porta la Città di Brescia nel Calcio in Carrozzina

Lo sport senza barriere che unisce una città

 

La Brixia PCF è un progetto che nasce dal desiderio di trasformare il sogno dello sport per tutti in realtà: è la nuova squadra bresciana di powerchair football  il calcio in carrozzina elettronica che sta facendo parlare di sé non soltanto in Lombardia, ma anche a livello nazionale. La storia della Brixia PCF è relativamente breve, ma già densa di significato. Formalmente il progetto prende vita nel febbraio 2023, con la denominazione iniziale di Birxia Valtenesi, sulle sponde del Lago di Garda. Fin da subito, la squadra si pone con chiarezza un duplice obiettivo: far vivere ai propri giocatori l’emozione della competizione sportiva e allo stesso tempo costruire un ambiente sociale inclusivo, capace di abbattere barriere e pregiudizi. Nel corso del 2025 la Brixia PCF annuncia la sua partecipazione al campionato nazionale di calcio in carrozzina. È un salto ambizioso, che testimonia quanto la società creda nelle potenzialità del proprio progetto e nella forza dei suoi atleti. La presentazione ufficiale della stagione è avvenuta presso il Salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia a Brescia, alla presenza della sindaca Laura Castelletti e dell’assessore allo Sport Alessandro Cantoni, a testimonianza del coinvolgimento dell’intera comunità cittadina.

Più di uno sport: energia, amicizia, inclusione

Uno degli aspetti più vibranti di Brixia PCF è il suo spirito: non è solo squadra, bensì una “famiglia” che accoglie. Nel loro sito ufficiale, i promotori invitano chiunque ami lo sport, la competizione e il divertimento a unirsi: “allenamenti pieni di energia e partite entusiasmanti, sempre col sorriso”. “Sono la squadra di powerchair football più giovane d’Italia, ma in campo ci mettono il cuore”.  Allenarsi insieme significa condividere fatica, i momenti di gioia e anche le difficoltà. È attraverso questo percorso che la Brixia PCF vuole trasformare i suoi atleti, dando valore allo spirito di squadra, al rispetto reciproco e alla passione sportiva. Come tutte le realtà emergenti nel mondo dello sport adattato e inclusivo, Brixia PCF si confronta con ostacoli pratici. Il costo delle carrozzine elettroniche da gioco, la manutenzione e la logistica sono elementi che richiedono risorse significative. Nel panorama italiano, le squadre di powerchair football spesso devono cercare finanziatori, sponsor o contributi pubblici per reggersi. La crescita del movimento richiede visibilità, sensibilizzazione nel territorio e collaborazione con enti pubblici e privati: è un lavoro che si costruisce giorno per giorno, con pazienza ma anche con coraggio

Il valore simbolico per Brescia e il suo territorio

La Brixia PCF porta un valore che va oltre la dimensione sportiva: è un segno di progresso civile per Brescia e per la provincia. Essa dimostra che lo sport non è appannaggio esclusivo dei “normodotati”, ma può essere veicolo di espressione, identità e inclusione anche per chi affronta sfide nella mobilità. La città ha risposto con interesse: la partecipazione alle iniziative di presentazione della squadra, l’appoggio istituzionale durante gli eventi pubblici testimoniano che un progetto così ha suscitato attenzione e entusiasmo. In un contesto dove lo sport tende spesso ad essere spettacolo e competizione, la Brixia PCF rappresenta una boccata d’aria: un progetto che mette al centro la persona, la dignità, la comunità.

Guardando avanti, la speranza è che la Brixia PCF diventi sempre più autonoma, conosciuta, sostenuta. Che le barriere economiche siano superate grazie a sponsor, fondi pubblici, donazioni, ma anche a una cultura sociale che creda in progetti come questo. Sul piano sportivo, l’aspirazione è crescere in tecnica, strategia e risultati: competere ai massimi livelli, rappresentare Brescia e l’Italia con orgoglio. Ma senza mai perdere la dimensione umana che l’ha resa significativa fin dall’inizio. In questo, ogni partita diventa un racconto: un racconto di coraggio, fatica, sorrisi e amicizia. Ed è proprio così che la Brixia PCF, giovane ma audace, sta lasciando un’impronta forte nel panorama dello sport inclusivo

Brixia Pcf Asd 2025

brixiapcf@gmail.com  340/5565860

Via Giuseppe di Vittorio 32  2030  Roncadelle (Bs)