Danza Paralimpica: Campionati italiani

Rimini Fiera ha ospitato i Campionati Italiani di Danza Paralimpica 2024 organizzati dalla FEDERAZIONE ITALIANA Danza Sportiva e Sport Musicali (FIDESM), tra i protagonisti hanno brillato per la loro eccezionale performance Lucia Squarcella e Francesco Pio Pedarra , Tecnico Competitore ed Atleta Paralimpico della Lus Academy onorando la Puglia e la città di Foggia che per la prima volta vede protagonisti in un campionato nazionale di Para Dance Sport classificandosi 4 posto in questo meraviglioso campionato italiano che coinvolge ogni anno un numero crescente di partecipanti confermando il valore terapeutico e sociale della danza paralimpica, di queste discipline Uniche nella loro finalità socializzante in ogni parte del mondo, ballabili in ogni contesto social essendo anche balli sociali, che non solo offre benefici fisici e psicologici ma contribuisce in maniera unica e straordinaria anche alla loro inclusione sociale.
Un ringraziamento al supporto incondizionato della famiglia, senza il quale è difficile raggiungere vette così alte;


I Campionati Italiani 2024 dimostrano come la danza possa essere strumento di integrazione e crescita personale e disciplina di punta per l’inclusione ed il benessere dei partecipanti, offrendo uno spettacolo di emozioni e abilità che incantano il pubblico presente.
La Lus Academy porta avanti con orgoglio il messaggio che nello sport, nell’arte come nella vita la disabilità può trasformarsi in una straordinaria fonte di forza ed ispirazione.
La vittoria più grande di questo campionato è la quella contro le barriere ed i pregiudizi dimostrando che la determinazione ed il talento non hanno limiti.
È tanto impegnativo ma troppo emozionante, prova tangibile che è possibile trasformare i sogni in realtà e ottenere risultati tangibili che vanno bene oltre le aspettative, ed è per questo che il futuro della danza paralimpica sarà sempre più brillanti e luminoso.

 

Art Labor

    L’incontro con i ragazzi della comunità ART LABOR è stato proficuo e molto gratificante. Occasione per raccontarci e scambiarci esperienze di vita. Un incontro sincero è costruttivo sul vero valore della vita.

Essere Umani: cosa ci rende tutti uguali? La sofferenza . Dolore e sofferenza, parole forti che ci ricordano quanto siamo fragili. Umanità vuol dire gentilezza, compassione comprensione verso i più deboli. Parola che troppo spesso dimentichiamo e sottovalutiamo. Basta veramente poco per aiutare il prossimo

 

 

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    L’incontro con i ragazzi della comunità ART LABOR è stato proficuo e molto gratificante. Occasione per raccontarci e scambiarci esperienze di vita. Un incontro sincero è costruttivo sul vero valore della vita.

Essere Umani: cosa ci rende tutti uguali? La sofferenza . Dolore e sofferenza, parole forti che ci ricordano quanto siamo fragili. Umanità vuol dire gentilezza, compassione comprensione verso i più deboli. Parola che troppo spesso dimentichiamo e sottovalutiamo. Basta veramente poco per aiutare il prossimo

 

 

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Mostra Fotografica: Cambi di Prospettiva

Introduzione

L’arte è l’espressione più pura di una persona.
Espressione che lo identifica. La mia è un espressione diversa, per il messaggio che vuole trasmettere chi si sofferma a vedere le mie foto o a leggere il mio libro Che uscirà prossimamente

L’idea della mostra è il prosieguo del filo conduttore del libro che ho scritto di recente
La connessione e la condivisione mettendosi a nudo mostrando le proprie debolezze, i propri sentimenti e la propria forza interiore.

Ritengo che in un mondo dove tutti ci mostriamo super eroi mostrare noi stessi è il modo più opportuno per contribuire ad un mondo migliore

NON VOGLIO INSEGNARE NIENTE A NESSUNO
LA VITA È MAESTRA DI OGNUNO.
MA SE LA MIA STORIA PUO’ ESSERE DI AIUTO.
ALLORA VUOL DIRE CHE HO AVUTO RAGIONE

Ivan Loriso

https://www.youtube.com/shorts/vDtlSMYKBlM
 

La mia forza e la mia debolezza

Anche se difficile cammina nella direzione dei tuoi sogni

(E’ un inno alla vita.. si, proprio quella vita che troppo spesso consideriamo scontata, che sottovalutiamo, sbeffeggiamo e che troppo spesso affrontiamo con arroganza e presunzione.)
“La presunzione degli Immortali”

Io non voglio cancellare il mio passato e il mio presente, ma raccontare alcuni aspetti della mia storia, non voglio nascondere solitudine, la debolezza, lo sconforto affrontati, ma raccontare anche la costanza la forza e la fiducia in se stessi, il voler raccontare la propria presenza in questa terribile vicenda, di un filo rosso di positività, perla e linfa per tutte le persone che ne hanno bisogno.

La disabilità non deve essere vista come un punto nero che macchia un muro bianco, ma come un ostacolo da superare per diventare più forti e più amanti delle cose belle buone che sono le più semplici e alla portata di tutti. Non mi ero mai reso conto che oltre al fardello di una inaspettata e non voluta malattia, il malato lotta anche contro una delle più brutte parole del vocabolario italiano. L’INDIFFERENZA

Da quando mi sono ammalato ho un’altra visione e prospettiva del mondo, di colpo ho capito che i miei occhi e i miei occhiali non bastavano per guardare il mondo. Dietro a ogni storia di disabilità c’è un passato brutalmente cancellato.