Il Simbolo delle Paraolipiadi Invernali Cortina 2026

Il cuore che si muove: il significato profondo del simbolo paralimpico.

Tre curve. Tre colori. Un abbraccio in movimento.
Il simbolo delle Paralimpiadi non è soltanto un marchio: è un battito. Un battito che appartiene a chi non si arrende, a chi trasforma gli ostacoli in possibilità, a chi ogni giorno riscrive la propria idea di limite. I tre segni arcuati  chiamati Agitos, dal latino agito, “mi muovo” danzano nello spazio come scie di energia. Il rosso, il blu e il verde non sono scelti a caso: sono i colori più diffusi nelle bandiere del mondo, perché il messaggio della Paralimpiade non conosce confini. Sono tre slanci che sembrano rincorrersi, avvicinarsi, sostener­si, proprio come fanno gli atleti paralimpici nelle loro storie di coraggio.

Gli Agitos formano un cerchio incompleto, simbolo perfetto dell’essere umano: mai davvero finito, mai davvero definito. Sempre in movimento, sempre in evoluzione. È un invito a guardare oltre ciò che appare, a riconoscere la forza interiore che muove ogni gesto, ogni scelta, ogni conquista. Il simbolo delle Paralimpiadi racconta che il valore più grande non è arrivare primi, ma andare avanti. Andare avanti quando sembra impossibile. Andare avanti quando il mondo ti guarda con stupore, con ammirazione, con quel silenzioso rispetto che nasce solo davanti all’autentica grandezza. In quel segno che vibra sotto le parole Milano Cortina 2026 c’è tutto: la determinazione, la creatività, la resilienza, l’orgoglio di chi affronta la vita come una pista da percorrere, non da temere. Le Paralimpiadi non celebrano solo lo sport. Celebrano l’essere umano nella sua forma più luminosa: quella che brilla quando supera se stesso.

Golf per Tutti: oltre le Barriere

Golf All Inclusive: ad Albisola lo sport che unisce, oltre ogni barriera

Ad Albisola, il suono leggero di una pallina che rotola sul green racconta qualcosa di più grande di una semplice gara. Racconta di incontri, di emozioni condivise, di un sogno che prende forma: uno sport davvero per tutti. Il 24 e 25 ottobre, il Golf Club Albisola ospita “Golf All Inclusive”, la terza tappa del progetto “Golf Oltre Ogni Barriera” promosso dalla Federazione Italiana Golf, dal Comitato Italiano Paralimpico Regione Liguria e dalla Regione Liguria. Due giornate in cui il golf diventa linguaggio universale di inclusione, abbattendo muri e costruendo ponti tra persone, storie e abilità diverse.

Sul campo, non contano le distanze o i punteggi, ma la voglia di esserci. Venerdì 24 ottobre, i ragazzi delle associazioni del territorio verranno accolti per scoprire la bellezza di un gioco che insegna concentrazione, equilibrio, rispetto. La tavola rotonda “Insieme per abbattere le barriere” darà voce a chi ogni giorno costruisce una cultura dell’inclusione: atleti paralimpici, tecnici, volontari e famiglie unite da una visione comune. Sabato 25 ottobre, la gara paralimpica a 18 buche metterà in scena il valore più puro dello sport: competere insieme, non uno contro l’altro. Sullo stesso fairway, golfisti normodotati e atleti paralimpici si misureranno con lo stesso entusiasmo e la stessa voglia di superarsi. Francesco Serra, Presidente del Golf Club Albisola è lieto di ospitare Golf all Inclusive perché crede in uno sport capace di unire. La diversità diventa valore e la partecipazione esperienza condivisa.” Sostegno a questa bellissima iniziativa anche da parte di Roberto Damonte, Presidente della Delegazione Regionale Liguria della FIG e dal Presidente del Comitato Italiano Paralimpico Ligure Dario Della Gatta. Le voci di chi vive ogni giorno l’inclusione – educatori, volontari, atleti raccontano una Liguria che crede nello sport come veicolo di libertà. La cooperativa Il Faggio, Bandiera Lilla, Eunike e atleti come Michele Briano testimoniano come il golf possa diventare occasione di autonomia, socializzazione e crescita. “Golf Oltre Ogni Barriera” non è solo un progetto sportivo: è una visione. È la prova che quando le persone si uniscono per uno scopo comune, ogni limite diventa superabile. Ad Albisola, il campo da golf diventa così il simbolo di un’Italia che sceglie di includere, di guardare oltre, di credere che lo sport possa davvero cambiare le vite.

Quando lo sport unisce: a Genova torna lo SportAbility Day

SportAbility Day 2025: lo sport come ponte per tutte le abilità

Il prossimo sabato 4 ottobre 2025, Genova si prepara ad accogliere la quinta edizione dello SportAbility Day, una giornata che non è soltanto un evento sportivo, ma una vera e propria festa dell’inclusione e della condivisione. Dalle 10 alle 18, il MySport Village Sciorba diventerà il cuore pulsante di un’esperienza unica, dove lo sport sarà il linguaggio comune capace di unire persone con abilità diverse, famiglie, associazioni e comunità. Promosso dal progetto Stelle nello Sport, in collaborazione con istituzioni, fondazioni e numerosi partner, lo SportAbility Day vuole offrire a tutti – bambini, ragazzi e adulti – la possibilità di mettersi in gioco, provare nuove discipline e scoprire la bellezza dello sport vissuto senza barriere. L’iniziativa, infatti, nasce con l’obiettivo di abbattere muri e pregiudizi, valorizzando ogni persona e le sue potenzialità. Attraverso attività, dimostrazioni e giochi, gli atleti con disabilità diventano protagonisti, mostrando come lo sport sia una straordinaria palestra di vita, dove passione, resilienza e spirito di squadra contano più di qualsiasi limite.

Passeggiando tra i campi e le aree attrezzate, sarà possibile scoprire un mondo di discipline: dal basket in carrozzina al nuoto, dall’atletica al tiro con l’arco, fino alle attività ludico-motorie pensate per i più piccoli. Un mosaico di emozioni e sorrisi che racconta la forza dello sport come strumento di integrazione, crescita personale e relazione. La giornata sarà arricchita anche da momenti di incontro con associazioni, volontari e famiglie, creando occasioni di confronto e sensibilizzazione sul tema dell’inclusione sociale. Non mancheranno, naturalmente, momenti di festa e condivisione, perché SportAbility Day è soprattutto questo: una comunità che si stringe attorno al valore dello sport per tutti. In un tempo in cui spesso prevalgono divisioni e individualismi, lo SportAbility Day ricorda a tutti noi che la vera forza nasce dall’incontro e dalla capacità di guardare oltre le differenze. Perché, come recita il claim dell’evento, questa è davvero “La Festa dello Sport per tutte le abilità”. Per informazioni e programma dettagliato: www.sportabilityliguria.it

 

 

Antinea III: quando il mare diventa un abbraccio che include tutti

Quando le vele parlano di speranza: nasce Antinea III”

Sulla riva di Savona, nella Darsena accogliente di una città che ha dato il suo cuore alla cultura e al mare, ieri  mercoledì 3 settembre 2025  è stata inaugurata Antinea III, una barca a vela accessibile a tutte le persone, pensata per regalare libertà e bellezza anche a chi vive con disabilità fisiche o cognitive . È una giornata che sa di speranza, di onde che diventano ponti verso nuove possibilità. Antinea III non è un semplice veliero: è un gesto concreto di inclusione, un invito a riscrivere il significato di autonomia. Promossa dall’Assonautica Provinciale di Savona, l’iniziativa ha radici profonde: l’imbarcazione, acquistata nel 1995 da Roberto Pisani, è stata generosamente donata dopo trent’anni per dar vita a un progetto che trascende il tempo e i confini . Perché una barca a vela? Lo spiega  il Presidente di Assonautica, Giovanni Bauckneht: la vela non è solo un modo di navigare, ma un atto che unisce e migliora l’autostima. L’esperienza è aperta ad adulti, bambini e ragazzi, per i quali l’uscita in mare diventa una preziosa scuola di vita. Ogni uscita è una narrazione del mare, un’eco di antichi saperi e di responsabilità condivisa . Il progetto non è isolato, ma si inserisce in un orizzonte più grande di solidarietà: Bauckneht cita con orgoglio altre iniziative, come quella del brigantino Nave Italia, che porta a vela ragazzi con difficoltà, riaffermando ogni volta che il mare ha il potere di rigenerarci . Con Antinea III, la vela diventa simbolo. Simbolo di una società che sceglie di accogliere, di restituire dignità, di rimettere in gioco la bellezza ― quella potenza che si rinnova ogni volta che un sorriso si apre tra le onde. Questa barca è un’occasione per tessere comunità: per attraversare storie, condividere sapere, imparare la cura e sperimentare un mare che insegna libertà e responsabilità.

In un mondo che spesso isola, Antinea III traccia rotte di inclusione. Qui il vento non è solo forza motrice, ma messaggero di speranza. Qui il mare non separa, ma unisce. E qui ogni persona può tornare a «navigare» verso sogni che forse credeva lontani.