Un cuore aperto: L’incontro che ha toccato il nostro animo

Con questo articolo vogliamo ringraziare un nuovo amico di Abileconte: Alexey Nikitin. Recentemente abbiamo avuto il privilegio di incontrare Alexey, un ragazzo straordinario che vive con una disabilità. Il nostro incontro è stato un’esperienza illuminante che ha aperto i nostri occhi a una nuova prospettiva sulla vita e sull’inclusione.

Stare al suo cospetto ci ha riempito di ammirazione e profonda umiltà. Inoltre, il suo sorriso contagioso e la sua capacità di trovare la bellezza anche nelle piccole cose, ci ha insegnato a cogliere il positivo anche nelle situazioni più complesse. Abbiamo imparato che il vero coraggio non risiede nella mancanza di paura, ma nell’affrontare le proprie paure con determinazione e dignità, proprio come fa Alexey ogni giorno.

Prossimamente con Alexey ci rincontreremo per un intervista dove ci svelerà il suo Senso della Vita e la sua Leggerezza

 

Oltre le Etichette:

CELEBRARE LA DIVERSITA’ DELLE ABILITA’ UMANE

La scelta delle parole da utilizzare per riferirsi alle persone con disabilità è un argomento dibattuto e soggetto a preferenze personali. Alcune persone preferiscono il termine “persone con disabilità” poiché mette l’accento sulla persona prima della condizione, sottolineando la centralità dell’individuo rispetto alla sua disabilità. Altre persone preferiscono utilizzare il termine “persone diversamente abili” per sottolineare le varie abilità e potenzialità presenti in ciascun individuo, indipendentemente dalla presenza di una disabilità.

Quando ci riferiamo alle persone con disabilità, è fondamentale mettere al centro la loro condizione umana e trattarle con la gentilezza e il rispetto che meritano. Quindi, anziché definirle semplicemente con l’etichetta di disabili o diversamente abili, possiamo considerarle persone uniche, con talenti, bisogni e esperienze individuali.

Rosangela Loriso

L’angolo delle citazioni: Invito alla lettura di Rosangela Loriso

” Le finestre a volte non hanno imposte, si aprono su orizzonti ben più larghi di quelli reali. È la mia testa. Non voglio buttar via niente, e tutto questo non può essere distrutto”. 

Si sta facendo sempre piu tardi, Antonio Tabucchi, Feltrinelli pag.44