Inail e Comitato Italiano Paralimpico: Lo sport come seconda possibilità

INAIL e il mondo paralimpico: quando la rinascita corre più veloce della paura

Ci sono storie che iniziano con una caduta, con un istante che cambia tutto. Ma ci sono storie che, da quella stessa caduta, imparano a volare. Nel mondo paralimpico, queste storie hanno spesso un alleato prezioso: l’INAIL, un’istituzione che non si limita a curare, ma che sceglie di accompagnare, di credere, di accendere nuove possibilità. Ogni persona che affronta un infortunio sul lavoro o una malattia professionale vive un terremoto interiore: il corpo cambia, la quotidianità si stravolge, le certezze si incrinano. L’INAIL entra in quel momento fragile con un approccio che va oltre la medicina: mette al centro la persona, i suoi tempi, le sue paure, i suoi sogni. Nei centri di riabilitazione e, soprattutto, nel celebre Centro Protesi di Vigorso di Budrio, non si consegnano solo protesi. Si restituisce dignità, autonomia, fiducia. È qui che il cammino dell’INAIL incontra quello del Comitato Italiano Paralimpico (CIP). Insieme, hanno compreso una verità semplice e rivoluzionaria:
lo sport non è soltanto competizione, è cura. È identità. È libertà. Grazie a programmi dedicati, supporto tecnico, orientamento sportivo e strumenti all’avanguardia, sempre più persone scoprono che una disabilità non è un confine, ma un nuovo modo di muoversi nel mondo.

C’è chi impara a nuotare con una protesi, chi torna a correre dopo aver pensato che non lo avrebbe mai più fatto, chi trova nello sport il coraggio di guardarsi allo specchio e dire: “Io valgo ciò che sono, non ciò che ho perso.” Gli atleti che incontriamo nelle piste, nelle piscine o sulle pedane sono ben più che campioni sportivi sono ambasciatori di resilienza, protagonisti di una rivoluzione culturale che l’INAIL sostiene con convinzione: mostrare al mondo che la disabilità non è una sconfitta, ma una condizione da cui può sbocciare un talento inatteso. Ogni loro medaglia racconta un percorso segnato da riabilitazione, volontà e passione. Ogni loro traguardo ricorda che la fragilità può trasformarsi in forza.
Ogni loro sorriso testimonia che il futuro può essere reinventato, anche quando sembra crollare sotto i piedi. La collaborazione tra INAIL e CIP non è solo un progetto sanitario o sportivo: è un messaggio. È l’idea che nessuno debba sentirsi solo. Che la comunità abbia il dovere e il privilegio di sostenere chi affronta un momento difficile. Che l’inclusione sia un valore concreto, costruito giorno dopo giorno, attraverso servizi, opportunità e relazioni. Grazie a questa alleanza, migliaia di persone hanno trovato nello sport un nuovo ruolo, un nuovo equilibrio, un nuovo senso. E l’Italia ha scoperto campioni straordinari, ma soprattutto esseri umani capaci di trasformare la propria ferita in testimonianza e speranza. Alla fine, ciò che INAIL e mondo paralimpico dimostrano è che la vera vittoria è sulla paura, sulla rinuncia, sulla solitudine. È la vittoria di chi sceglie di rialzarsi, di chi accetta la sfida, di chi si rimette in gioco. E allora lo sport diventa molto più di una disciplina: diventa un abbraccio, un motore, un orizzonte.  l’INAIL e il mondo paralimpico ti aiutano a ricordare che, anche spezzati, si può correre più forte di prima.

 

 

La voce che abbraccia il mondo: la storia di Stefano Pietta e Steradiodj

Biografia di Steradiodj

Biografia di Stefano Pietta. Stefano ha 41 anni e vive a Manerbio in provincia di Brescia. Condivide la sua vita con una tetraparesi spastica che lo limita nei movimenti degli arti e lo vivere da sempre in carrozzina. Usa il computer fin dall’inizio della scuola primaria. Dopo la scuola dell’obbligo ha conseguito il diploma di tecnico della gestione aziendale e successivamente ho seguito un corso di webmaster e amministratore di reti locali.
Da tanti anni lavora come impiegato informatico per una fonderia tramite il telelavoro e nel tempo libero coltiva le sue passioni che sono: lo sport in generale, il calcio in particolare e la musica che lo ha fatto avvicinare al mondo delle web radio a tal punto da crearmene una tutta mia chiamata Steradiodj che è accesa 24 ore su 24 in cui alterno momenti in diretta con musica, notizie ed interviste a vari ospiti a momenti di programmazione a rotazione automatica.
Ha fatto per alcuni anni l’allenatore di squadre giovanili, coltivando sempre l’interesse per la musica e per la radio che mi hanno portato ad assistere a concerti e ad incontrare e intervistare numerosi artisti.  Per le attività web in cui è coinvolto (interviste, dibattiti, incontri o rubriche su tematiche sociali) gli è stato conferito dall’Ordine dei Giornalisti della Lombardia il tesserino ad honorem di “Giornalista pubblicista”. Stefano è volontario onorario del Comitato di Brescia di Croce Rossa Italiana, è anche Testimonial ed amico dei City Angels Italia, sezione di Brescia. Recentemente è diventato anche Addetto Stampa e collaboratore per la gestione delle pagine social della Brixia PowerChairFootball, squadra Bresciana di calcio per atleti in carrozzina.

Stefano Pietta giornalista pubblicista e creatore/conduttore web radio STERADIODJ

Quando la musica diventa un ponte

Ci sono persone che parlano con la voce, e altre che parlano con l’anima.
Stefano Pietta è una di quelle anime rare, che riescono a trasformare un limite in una frequenza capace di arrivare ovunque — anche nei cuori più distanti. Nato con una tetraparesi spastica, Stefano vive la sua vita in carrozzina. Ma ciò che lo definisce non è la disabilità: è la sua energia contagiosa, la sua determinazione, e la voglia profonda di non smettere mai di sognare. Dal suo piccolo grande mondo a Manerbio, in provincia di Brescia, Stefano ha acceso qualcosa che va oltre la radio: ha acceso una rete di emozioni. La sua creatura, Steradiodj.it, non è solo una web radio. È un abbraccio virtuale, una stanza in cui chiunque può entrare e sentirsi accolto. Ogni giorno, 24 su 24 la musica scorre come un filo invisibile che unisce storie, ricordi e sorrisi. Dietro ogni brano, ogni diretta, ogni saluto c’è lui, con la sua voce limpida, la sua curiosità, il suo desiderio di stare accanto a chi, come lui, ha conosciuto la solitudine. Perché Stefano sa che a volte basta una canzone per sentirsi meno soli. Quello che colpisce di Stefano non è solo la forza con cui ha costruito il suo progetto, ma la dolcezza con cui lo vive.  Ogni intervista, ogni incontro, ogni evento a cui partecipa dai concerti agli spettacoli dal vivo è una conquista silenziosa, una dimostrazione che la vita può essere piena anche quando sembra volerci mettere ai margini. Stefano non si è mai fermato davanti a un ostacolo. Ha imparato che la libertà può avere mille forme: la sua si chiama radio, e passa attraverso onde che nessuno può fermare. In una società che corre e dimentica, Stefano ricorda a tutti noi quanto sia prezioso fermarsi e ascoltare. Ascoltare una voce, una storia, un’emozione. Steradiodj nasce proprio da questo: dal desiderio di dare voce a chi voce non ha, di creare uno spazio in cui chiunque possa sentirsi parte di qualcosa di bello e vero. Stefano Pietta non è solo un dj, non è solo un conduttore. È un messaggero di speranza, un ragazzo che ci insegna a guardare la vita con occhi nuovi.
La sua forza è discreta, ma potente. La sua voce è un dono. E ogni volta che accende il microfono, ci ricorda che la felicità non si misura in ciò che abbiamo, ma in ciò che riusciamo a donare.

Abilismo

Mi sono più volte trovata a vivere questo Abilismo. L’Abilismo: Atteggiamento discriminatorio e pregiudiziale svalutativo verso le persone con disabilità. Facciamo chiarezza: La disabilità non è una malattia! È l’impossibilità di fare certe cose in un contesto che favorisce alcune persone e ne penalizza altre. Per questo crediamo che siamo opportuno abbandonare i toni compassionevoli o sensazionalistici e ricordare sempre che la disabilità dipende dal mondo esterno, non dalle persone. Articolo scritto dalla Dott.essa Alessia La Salandra

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