Movi Manfredonia

Quando nasce un luogo, nasce anche una possibilità. Ci sono inaugurazioni che aprono semplicemente una porta. E poi ce ne sono altre che provano ad aprire nuove strade. A Manfredonia nasce la nuova sede di MOVI Manfredonia e ARS Manfredonia APS/ETS, uno spazio che vuole essere casa di solidarietà, volontariato, inclusione e partecipazione. E forse il significato più bello di questa inaugurazione è racchiuso proprio nell’immagine che accoglie chi entra: un adulto e un bambino, due supereroi che si guardano da lontano. Perché non tutti gli eroi indossano un mantello. A volte sono persone comuni che scelgono di esserci, di tendere una mano, di dedicare tempo agli altri e di trasformare una difficoltà in una possibilità.
Anche Abileconte.it ha voluto essere presente a questo momento. Alla presidente Monica Mantovano, alla vicepresidente Rita Colonna e a tutte le persone che daranno vita a questo spazio, il nostro augurio più sincero.

Una porta troppo stretta per un sogno

Trovare una casa accessibile è difficile. Ma cosa succede quando quella barriera impedisce anche di costruire il proprio futuro professionale? Avete studiato, vi siete formati, avete competenze, progetti e persone da accogliere nel vostro studio. Decidete che è arrivato il momento di aprire uno spazio tutto vostro. Comincia la ricerca di un locale. Quello che costa poco ha tre gradini all’ingresso. Quello al piano terra ha un bagno non accessibile. Quello che potrebbe andare bene necessita di lavori importanti. Quello finalmente accessibile ha un prezzo che rischia di rendere insostenibile l’attività. Per una persona con disabilità, trovare un immobile adatto può trasformarsi in una grande corsa a ostacoli. Si parla spesso, giustamente, della difficoltà di trovare abitazioni accessibili a prezzi sostenibili. Ma esiste un’altra faccia dello stesso problema di cui si parla molto meno: trovare locali commerciali e studi professionali realmente accessibili, senza dover sostenere costi proibitivi. E qui la barriera architettonica smette di essere soltanto un gradino. Diventa una barriera al lavoro, all’indipendenza economica, alla possibilità di mettersi in proprio e, in alcuni casi, persino alla realizzazione di un progetto di vita. Una psicologa, un avvocato, un consulente, un commerciante o qualsiasi altro professionista con disabilità non dovrebbe essere costretto a scegliere il proprio futuro in base alla presenza di uno scalino. L’accessibilità non dovrebbe essere considerata un lusso, né una caratteristica eccezionale da cercare con pazienza tra decine di annunci. Dovrebbe essere qualcosa di normale.  Abbattere una barriera, allora, significa molto più che costruire una rampa. Significa fare in modo che davanti a un progetto, a un talento o a un sogno non ci sia più una porta troppo stretta per poter passare. Abileconte.it