Quando una città allena anche l’inclusione

L’Accessibilità non è solo una rampa o un bagno a norma. È possibilità di vivere lo spazio pubblico, fare movimento, stare all’aperto, sentirsi parte della città.

Queste immagini raccontano una forma concreta di inclusione urbana: attrezzi sportivi accessibili, pensati anche per persone con disabilità motoria. Non un’area “speciale” nascosta, ma uno spazio pubblico visibile, dignitoso, inserito nella città. Il messaggio è forte: la persona con disabilità non deve solo poter passare, deve poter restare, muoversi, allenarsi, partecipare. L’inclusione non ha bisogno di grandi discorsi. A volte basta guardare una piazza, un lungomare, un parco pubblico. Nelle immagini vediamo alcune attrezzature per il fitness inclusivo: pannelli e strumenti pensati anche per persone in carrozzina o con mobilità ridotta, utilizzabili all’aperto, in uno spazio comune, davanti agli occhi di tutti. Non sono semplici attrezzi sportivi. Sono un messaggio. Dicono che il movimento è un diritto. Che il benessere non appartiene solo a chi può correre, saltare o allenarsi in palestra. Che anche una persona con disabilità deve poter vivere la città non da spettatore, ma da protagonista. L’accessibilità vera non si limita ad abbattere una barriera architettonica. L’accessibilità vera costruisce possibilità: possibilità di uscire, incontrare, muoversi, allenarsi, scegliere.
Questi strumenti servono ad allenare braccia, spalle, coordinazione, mobilità e autonomia. Ma soprattutto allenano lo sguardo di una comunità: perché una città inclusiva non è quella che “tollera” la disabilità, ma quella che la considera nella progettazione degli spazi. E allora queste immagini ci ricordano una cosa semplice: l’inclusione non deve stare ai margini. Deve stare in piazza, nei parchi, nelle strade, nella vita di tutti i giorni. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ricorda che l’attività fisica porta benefici fisici e mentali importanti, anche nella prevenzione di varie patologie e nel benessere generale inoltre ricorda che gli adulti con disabilità, quando possibile, dovrebbero svolgere attività fisica regolare, adattata alle proprie condizioni. 

Abc Foggia: Associazione Bambini Celebrolesi

Cuore e impegno per l’inclusione: l’attività dell’ABC Associazione Bambini Cerebrolesi di Foggia
Nel cuore di Foggia, una realtà associazionistica da oltre trent’anni accende speranza, solidarietà e sostegno concreto per le famiglie e i bambini con disabilità: l’Associazione Bambini Cerebrolesi (ABC), fondata con l’obiettivo di accompagnare, supportare e dare voce ai bisogni delle persone con disabilità grave e delle loro famiglie.  La missione di ABC non si limita alla semplice assistenza socio-sanitaria, ma si estende all’ascolto attento, alla partecipazione attiva, alla creazione di relazioni di fiducia e alla costruzione di percorsi di inclusione sociale. Famiglie, volontari e operatori collaborano fianco a fianco per creare una rete di sostegno che mette al centro la dignità di ogni persona.  Quello che rende speciale ABC è proprio la sua capacità di trasformare le sfide quotidiane in momenti di condivisione e crescita collettiva. In un contesto dove la disabilità spesso si traduce in solitudine o difficoltà burocratiche, l’associazione rappresenta un punto di riferimento concreto per orientarsi, ricevere ascolto e trovare percorsi di supporto personalizzati. 

Per informazioni, supporto, orientamento o per conoscere le attività e i progetti in corso, puoi contattare l’associazione ABC Associazione Bambini Cerebrolesi di Foggia in diversi modi:
 Indirizzo: Corso Roma, 196, 71121 Foggia (FG), Italia 
 Telefono: +39 0881 205525 
Email: abcfoggia@gmail.com 

https://youtu.be/JfN6kKEnjDI?si=fCvrUEJ9DAPuYoEk

Le Disabilità: da Roma a Foggia una nuova visione condivisa tra istituzioni, imprese e comunità

Non un semplice convegno, ma un vero laboratorio culturale e sociale.

Roma, 14 febbraio 2026 – Confimprenditori, Lungotevere dei Mellini 44

Il 14 febbraio 2026, a Roma, Confimprenditori ha ospitato il convegno nazionale “Le disabilità – Una narrazione verso una visione”, un momento di confronto tra istituzioni, protagonisti della società civile, rappresentanti aziendali e voci dell’associazionismo, per riflettere sull’attualità, le sfide e i possibili orizzonti inclusivi nel nostro Paese. Tra gli interventi istituzionali più attesi quello di Alessandra Locatelli, Ministro per le Disabilità, impegnata nella riforma organica della materia e nella promozione dell’autonomia e della vita indipendente. L’On. Antonio Maria Rinaldi, ha posto l’attenzione non solo sulla dimensione storica e sociale della disabilità nelle grandi città come Roma, ma anche sulla necessità di snellire le pratiche burocratiche per le persone con disabilità, semplificando procedure amministrative e tempi di accesso ai servizi, affinché i diritti non restino sulla carta ma diventino strumenti concreti di autonomia. Tra gli interventi di rilievo quello del dott. Pastorella, Global Chief Sustainability Development. Nel suo intervento ha sottolineato il ruolo della sostenibilità come leva di impatto sociale, evidenziando come sport, iniziative comunitarie e responsabilità d’impresa possano generare inclusione reale e opportunità per le persone in condizioni di vulnerabilità. La sostenibilità, è stato ribadito, non può prescindere dall’inclusione. Nel campo dell’innovazione tecnologica, il contributo di Pedius è stato citato come esempio concreto di abbattimento delle barriere comunicative: l’app consente alle persone sorde di effettuare telefonate in autonomia tramite trascrizione in tempo reale. Pedius è anche il nome della Startup fondata da Lorenzo di Ciaccio nel 2013 ideatore dell’app. Un esempio di come la tecnologia possa abbattere barriere comunicative e restituire maggiore indipendenza quotidiana. Sempre nella sfera della mobilità, testimonianze come quelle raccolte attorno all’esperienza del taxi accessibile di Marco D’Alessio, raccontano le potenzialità di servizi di trasporto pensati per persone con disabilità motorie, con un chiaro impatto sulla libertà di movimento e sulla qualità della vita.

Tra le voci protagoniste e piu autorevoli dell’evento c’è stata quella dell’Associazione Socio-Culturale – Sportivo Dilettantistica per la Riabilitazione e l’Inclusione della Persona Disabile (Assorì) di Foggia, realtà storica della Puglia impegnata da decenni nella promozione dell’inclusione sociale e culturale delle persone con disabilità. Fondata negli anni Ottanta da genitori, educatori e professionisti come Pia Colabella e Costanzo Mastrangelo, Assorì è cresciuta fino a diventare un punto di riferimento territoriale, sviluppando percorsi educativi, centri polivalenti, attività sportive, servizi di formazione e azioni di riabilitazione comunitaria. L’intervento dell’Associazione Assori ha ribadito che l’inclusione vera nasce nei territori, nelle famiglie, nelle relazioni quotidiane. Uno dei momenti più intensi è stato il tuo contributo di Ivan Loriso, autore del libro “La mia Forza e la mia Debolezza” e fondatore del blog Abileconte.it.  La presentazione del libro  ha rappresentato una testimonianza diretta di resilienza e consapevolezza, mentre il blog è stato raccontato come piattaforma di advocacy, cultura e inclusione narrativa. Nel corso del convegno infine è intervenuta anche la fisioterapista Raffaella Bonfazzi, che ha posto l’attenzione sul valore della relazione terapeutica nel percorso di cura. Ogni paziente non è una diagnosi, ma una storia, un vissuto, un progetto di vita. La fisioterapia diventa efficace quando si costruisce un’alleanza basata sull’ascolto, sul rispetto e sulla personalizzazione del trattamento.

Un ringraziamento speciale va agli ideatori e organizzatori di questa iniziativa Dott. Daniele Ambrogio Turis e Dott.essa Miriam Ventura

Parcheggi per disabili: Non è un favore, è un diritto

Un parcheggio occupato, una libertà negata

Ci sono gesti che durano pochi secondi, ma che per qualcun altro possono trasformarsi in un ostacolo insormontabile. Parcheggiare un’auto o uno scooter su uno stallo riservato alle persone con disabilità. I parcheggi per disabili non sono un privilegio, sono uno strumento indispensabile per garantire un diritto fondamentale: la libertà di movimento. Chi non vive una disabilità spesso guarda uno stallo riservato e vede solo uno spazio più largo. In realtà, quello spazio aggiuntivo serve per aprire completamente una portiera, posizionare una carrozzina, utilizzare una pedana o compiere movimenti che richiedono tempo e sicurezza. Quando un’auto si ferma troppo vicina, quando uno scooter invade le strisce laterali, quello spazio diventa inutilizzabile. Il risultato è semplice e drammatico, la non può scendere dall’auto. È bloccata. Invisibile. Spesso sento dire frasi come “torno subito”. La disabilità non funziona a orari. E i diritti non vanno in pausa Una città accessibile non è fatta solo di rampe e segnaletica, ma di persone consapevoli. Rispettare i parcheggi per disabili significa riconoscere l’altro, la sua dignità e il suo diritto a muoversi liberamente. È un gesto semplice, che non costa nulla, ma che può cambiare radicalmente la giornata di qualcuno.
Abileconte.it continuerà a raccontare e ricordare che l’inclusione non è un concetto astratto: è fatta di scelte quotidiane.