La storia di Bartłomiej Kubkowski è una di quelle che lasciano il segno perché raccontano qualcosa che tutti, in fondo, conosciamo: la fatica di rialzarsi dopo ogni sconfitta. Nel 2021 provò ad attraversare a nuoto il Mar Baltico. Si fermò dopo 115 chilometri. Tornò nel 2022 e arrivò a 117. Nel 2023 fu costretto ad arrendersi dopo 130 chilometri, sorpreso persino dalla neve in pieno agosto. Nel 2025 sembrava davvero vicino all’impresa: oltre 52 ore in acqua, 159 chilometri percorsi e la costa polacca distante appena 11 chilometri. Ma ancora una volta dovette fermarsi.
Quattro tentativi. Quattro delusioni. In totale aveva nuotato 521 chilometri senza mai raggiungere la meta. Molti, dopo un percorso del genere, avrebbero deciso che era abbastanza. Lui no. Il 31 luglio 2026 è tornato ancora una volta nelle fredde acque del Baltico, partendo da Kåseberga, in Svezia. Le regole erano severissime: nessun contatto con la barca di supporto, nessuna sosta, nessun sonno. Mangiava e beveva mentre continuava a nuotare, ricevendo il cibo attraverso un’asta. Perché il record fosse valido avrebbe dovuto raggiungere la spiaggia di Dziwnów, in Polonia, completamente con le proprie forze e riuscire a rimanere in piedi senza alcun aiuto. Ha nuotato per oltre due giorni consecutivi. La mancanza di sonno ha iniziato a presentare il conto. Sono arrivate le allucinazioni. La sua squadra ha raccontato che, in alcuni momenti, sembrava aver perso il contatto con la realtà. Eppure il suo corpo continuava a fare quello che aveva imparato a fare: una bracciata dopo l’altra. Una scena che ricorda quanto la forza di una persona non sia soltanto nei muscoli, ma soprattutto nella volontà. Dopo 56 ore e 160 chilometri, Bartłomiej Kubkowski è finalmente arrivato sulla spiaggia polacca. Davanti a lui c’erano centinaia di persone ad aspettarlo. È uscito dall’acqua senza alcun aiuto e, nonostante la stanchezza estrema, è rimasto in piedi. In quel momento non ha conquistato soltanto un record. È diventato la prima persona nella storia ad attraversare a nuoto il Mar Baltico dalla Svezia alla Polonia.
Il traguardo più bello non è stato quello sportivo. Con questa impresa ha raccolto oltre 200.000 dollari a favore di Cancer Fighters, una fondazione che sostiene i bambini malati di cancro. Perché il valore di una grande impresa cresce ancora di più quando diventa speranza per qualcun altro. La disabilità, la malattia, una sconfitta o un ostacolo possono rallentare il cammino, ma non devono decidere dove finirà il nostro viaggio.

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