Perché i negozianti non vedono le persone con disabilità come clienti?

Anche le persone con disabilità sono clienti, non solo persone da aiutare.

Mi sono fatto una domanda: perché quando si parla di persone con disabilità si pensa sempre all’assistenza, alle difficoltà e quasi mai al fatto che sono anche clienti?

Una persona con disabilità entra in un negozio come chiunque altro. Vuole guardare, scegliere, comprare qualcosa. Eppure capita ancora che il negoziante si rivolga a chi l’accompagna come se quella persona non fosse capace di decidere da sola. Si parla tanto di inclusione, ma forse ci dimentichiamo che anche fare shopping, andare al ristorante o comprare un paio di scarpe significa sentirsi parte della società. E poi c’è anche un altro aspetto: le persone con disabilità rappresentano clienti che il commercio spesso non considera abbastanza. Hanno esigenze, gusti e soldi da spendere, esattamente come tutti gli altri.
Alla fine non si chiede un trattamento speciale. Si chiede soltanto di essere considerati per quello che si è: persone.

Albissola capitale del Golf Paralimpico

Ad Albisola il golf diventa uno sport per tutti
Dal 23 al 25 ottobre, Albisola, in provincia di Savona, ha ospitato le Nazionali maschile e femminile di golf paralimpico. Tre giornate dedicate allo sport, ma soprattutto all’inclusione e alla voglia di stare insieme. Il momento più significativo è la gara del 25 ottobre, con squadre formate da un atleta con disabilità e tre atleti senza disabilità.
Un’iniziativa che dimostra quanto sia importante creare occasioni in cui tutti possano partecipare, senza sentirsi esclusi.
Perché lo sport non dovrebbe dividere le persone, ma unirle. E l’inclusione, quella vera, comincia proprio quando tutti hanno la possibilità di giocare la stessa partita

Le disabilità invisibili esistono, anche quando non si vedono

Dal 18 al 26 ottobre, la Settimana delle disabilità invisibili ci invita a riflettere su una realtà spesso dimenticata.
Non tutte le difficoltà si vedono. Ci sono persone che ogni giorno convivono con malattie croniche, dolore, stanchezza e limitazioni che gli altri non riescono a comprendere. Spesso dietro un sorriso si nasconde una battaglia silenziosa. E non dovrebbe essere necessario dimostrare continuamente la propria sofferenza per essere creduti. Il cordino con i girasoli è un piccolo simbolo che porta con sé un grande messaggio: essere invisibili agli occhi non significa non esistere. Perché l’inclusione comincia proprio da qui: dall’ascolto, dal rispetto e dalla capacità di non giudicare ciò che non possiamo vedere. La disabilità non deve essere visibile per meritare rispetto. 🌻

Quando muoversi diventa un privilegio

Per molte persone con disabilità l’auto non è un lusso. È una necessità. Serve per andare al lavoro, raggiungere un ospedale, fare riabilitazione, incontrare gli amici o semplicemente uscire di casa. Per questo l’aumento del prezzo del carburante non è soltanto un problema economico. Quando i trasporti pubblici non sono accessibili o non arrivano ovunque, l’auto diventa spesso l’unica possibilità per muoversi. E quando fare il pieno costa troppo, si comincia inevitabilmente a rinunciare a qualcosa. Magari prima a una serata con gli amici, poi a un evento, a una passeggiata o a un’attività nel tempo libero. Ed è proprio qui che nasce il vero problema: la difficoltà economica può trasformarsi in isolamento. Parlare di disabilità significa quindi parlare anche di mobilità. Perché essere autonomi non significa soltanto poter uscire di casa. Significa poter scegliere dove andare, chi incontrare e come vivere la propria giornata.
La libertà di muoversi non dovrebbe essere un privilegio. Dovrebbe essere un diritto di tutti