Una porta troppo stretta per un sogno

Trovare una casa accessibile è difficile. Ma cosa succede quando quella barriera impedisce anche di costruire il proprio futuro professionale? Avete studiato, vi siete formati, avete competenze, progetti e persone da accogliere nel vostro studio. Decidete che è arrivato il momento di aprire uno spazio tutto vostro. Comincia la ricerca di un locale. Quello che costa poco ha tre gradini all’ingresso. Quello al piano terra ha un bagno non accessibile. Quello che potrebbe andare bene necessita di lavori importanti. Quello finalmente accessibile ha un prezzo che rischia di rendere insostenibile l’attività. Per una persona con disabilità, trovare un immobile adatto può trasformarsi in una grande corsa a ostacoli. Si parla spesso, giustamente, della difficoltà di trovare abitazioni accessibili a prezzi sostenibili. Ma esiste un’altra faccia dello stesso problema di cui si parla molto meno: trovare locali commerciali e studi professionali realmente accessibili, senza dover sostenere costi proibitivi. E qui la barriera architettonica smette di essere soltanto un gradino. Diventa una barriera al lavoro, all’indipendenza economica, alla possibilità di mettersi in proprio e, in alcuni casi, persino alla realizzazione di un progetto di vita. Una psicologa, un avvocato, un consulente, un commerciante o qualsiasi altro professionista con disabilità non dovrebbe essere costretto a scegliere il proprio futuro in base alla presenza di uno scalino. L’accessibilità non dovrebbe essere considerata un lusso, né una caratteristica eccezionale da cercare con pazienza tra decine di annunci. Dovrebbe essere qualcosa di normale.  Abbattere una barriera, allora, significa molto più che costruire una rampa. Significa fare in modo che davanti a un progetto, a un talento o a un sogno non ci sia più una porta troppo stretta per poter passare. Abileconte.it

Angeli 2021: l’inclusione come gesto quotidiano

A Manfredonia c’è un’associazione che prova ogni giorno a trasformare una parola spesso abusata, “inclusione”, in qualcosa di molto più semplice e concreto: ESSERCI. Esserci per un bambino, esserci per una persona con disabilità, per un anziano e per una famiglia. A tal proposito ho avuto il piacere di conoscere l’associazione Angeli 2021 APS ETS e la sua presidente Rita Colonna. Angeli 2021 APS ETS è un’associazione nata con un obiettivo semplice: non lasciare sole le persone e le famiglie davanti alle difficoltà della quotidianità. Bambini, ragazzi, adulti, anziani e persone con disabilità trovano nell’associazione un punto di riferimento fatto prima di tutto di persone. Persone che accompagnano, ascoltano, aiutano e creano occasioni per stare insieme. Dal trasporto sociale agli accompagnamenti per visite mediche, dalla navetta scolastica al doposcuola, fino ai laboratori creativi ed educativi, alle attività di socializzazione e ai progetti inclusivi: ogni iniziativa parte da un principio che sentiamo profondamente vicino anche ad Abileconte.it: “la disabilità non deve mai diventare isolamento”. Tra i progetti più belli c’è anche il campus estivo “Angeli al Mare”, perché il mare, il gioco, l’amicizia e la possibilità di vivere esperienze insieme non dovrebbero essere privilegi, ma opportunità accessibili a tutti. Dietro ogni servizio, però, c’è qualcosa che non si può racchiudere in un elenco: c’è il tempo donato, una mano tesa, un sorriso, la tranquillità di una famiglia che sa di poter contare su qualcuno. Ed è forse proprio questo il significato più autentico dell’inclusione. Non solo fare qualcosa “per” qualcuno, ma costruire qualcosa “insieme” a qualcuno. Come Abileconte.it siamo felici di raccontare realtà come Angeli 2021, perché crediamo che una società diventi davvero più umana quando nessuno viene considerato un problema o semplicemente “diverso”.

apsangeli2021@gmail.com


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Perché l’accessibilità non significa soltanto poter entrare. Significa poter partecipare.

L’inclusione inizia da un ingresso. E continua con ogni passo.

Città di Manfredonia

Ci sono cambiamenti che possono sembrare piccoli. Un cancello più accessibile, un passaggio più semplice, una barriera in meno. Eppure, per tante persone, quei cambiamenti rappresentano molto più di un’opera: significano libertà, autonomia e dignità. Con il completamento dei lavori di riqualificazione, Marina del Gargano porto turistico della Città di Manfredonia,  si presenta ancora più moderno e funzionale. Tra gli interventi realizzati c’è anche l’adeguamento dell’ingresso pedonale, che oggi consente un accesso più semplice e sicuro alle persone con disabilità, ai genitori con passeggini e a tutti coloro che necessitano di percorsi privi di ostacoli. Questa è la vera essenza dell’inclusione: realizzare spazi che non dividano le persone, ma le accolgano tutte, senza distinzioni. Per Abileconte.it questa è una notizia che va oltre il semplice rinnovamento di una struttura. È il segnale concreto che l’accessibilità può e deve essere parte integrante di ogni progetto di sviluppo. Desidero rivolgere un sincero apprezzamento alla Direzione di Marina del Gargano, che ha dimostrato sensibilità e attenzione verso il tema dell’inclusione. Perché un porto non è soltanto un luogo da cui si parte o si arriva. È un luogo che deve saper accogliere. E quando può farlo davvero con tutti, diventa un esempio di civiltà.

Quando la passione supera ogni limite: la storia di Fulvio Marotto

Ci sono persone che, davanti a una tragedia, vedono soltanto ciò che hanno perso. E poi ci sono persone come Fulvio Marotto, che scelgono di guardare ciò che possono ancora costruire. Dopo aver perso mani e gambe a causa di una gravissima infezione, la sua vita sembrava essersi fermata. Ma è stato proprio durante quel lungo percorso di sofferenza che è nata un’idea destinata a cambiare non solo la sua esistenza, ma anche quella di tante altre persone con disabilità. La sua più grande passione era la moto. Molti gli avrebbero detto che era impossibile tornare in sella. Lui, invece, ha deciso di inventare ciò che ancora non esisteva. Ha progettato e brevettato un innovativo sistema di guida con adattamenti meccanici che gli hanno permesso di ottenere la patente speciale e guidare una motocicletta in totale sicurezza. Un risultato straordinario raggiunto dopo anni di studio, sperimentazione e una lunga battaglia contro gli ostacoli burocratici. Ma la vera lezione che Fulvio ci lascia non riguarda soltanto la tecnologia. Riguarda il coraggio di non arrendersi. Le sue invenzioni oggi permettono a molte persone amputate di praticare sport, guidare, lavorare e vivere con maggiore autonomia, dimostrando che l’innovazione può nascere dall’esperienza diretta e trasformarsi in un’opportunità per tutti. Noi di Abileconte.it crediamo che storie come questa meritino di essere raccontate perché cambiano il modo in cui guardiamo la disabilità. Non come un limite invalicabile, ma come una condizione che, con il giusto supporto, il talento e la determinazione, può diventare il punto di partenza per realizzare nuovi sogni. L’inclusione non nasce dalla compassione, ma dalla fiducia nelle capacità delle persone. E Fulvio Marotto ci ricorda che, quando la passione incontra la resilienza, non esistono traguardi irraggiungibili.