Oltre cio che vedi

Ogni uomo è unico e irripetibile.
Se lo si può dire per ogni uomo, a maggior ragione lo si può affermare per ogni persona disabile.
Sì, perché la disabilità è un mistero: un mondo complesso e impenetrabile dall’esterno.
Non si potrà mai comprendere fino in fondo ciò che capita nel cuore e nella mente di una persona disabile.
Neppure le persone più vicine potranno farlo: né i genitori, né la sposa, la fidanzata, i figli o gli amici. Nessuno, proprio nessuno.

Una persona disabile che abbraccia nella fede la sua condizione può ripetere ciò che disse con audacia san Paolo: “Completo nella mia carne ciò che manca alla Passione di Cristo”.
Davanti a un uomo del genere ci si deve solo inginocchiare. Non, però, per dare lode alla persona, ma per rendere omaggio all’azione di grazia del Signore che opera in modo così evidente.

Ci si deve muovere in punta di piedi, sapendo di trovarsi di fronte a una realtà che la mente non può comprendere. Ma lo stesso disabile è conscio di questa situazione e, proprio per questo motivo, vive momenti di solitudine profonda. Nessuno può sollevarlo da tale stato. Può al massimo trovare chi si ferma alla superficie, ma nessuno può addentrarsi nella sua anima. Ciò che dà maggior dolore è che difficilmente anche i sacerdoti, ministri del Signore, riescono a farlo.

Probabilmente è così perché proprio il Signore vuole l’esclusiva in quell’anima.
Non comprendo appieno, ma sia fatta la Sua volontà e sia lodato per il Suo modo di agire, che è sicuramente corretto e santo.

Andrea | Abileconte.it 

Associazione A.b.c Foggia

Questo racconto è dedicato ad un protagonista che ascoltandolo ci ha dimostrato di essere un uomo maturo, capace di dimostrare cio che lui scrive, e ha sempre dimostrato ciò che lui porta con se. Tu ci hai fatto capire molte cose e so che tu ami la tua biografia e sopratutto il tuo libro. Amiamo la tua arte, sei un compagno, un amico unico, come te non c’è nessuno. Noi ci siamo sempre per te come tu ci sei per noi. Tanti auguri Ivan

A Calar Dei Sogni

Al Calar dei Sogni

Si racconta che, nel bosco del monte, vicino al ruscello, si trovi un folletto che trasforma i disegni in desideri.
in pochi l’hanno conosciuto ancor meno hanno potuto ascoltare la sua voce; passa il suo tempo a regalare sogni a chi i sogni crede di averli perduti per sempre, nel suo silenzio, assorto sul foglio senza dimenticare nessuno. La mano che scorre veloce e la magia si compone per diventare, una volta strappato e gettato al cielo polvere magica che fra i rami scivola agile, come volteggia un pettirosso, fino ad incontrare il desiderio che, assorto, riposa nel cuore e gioioso, lo risveglia per poi prenderlo per mano e accompagnarlo in quel luogo, dove i desideri si ricompongono e si realizzano.
Si racconta che in molti lo cercano nelle notti di luna, ma i pochi che l’hanno trovato, raccontano che non distoglie mai lo sguardo dal foglio, vicino un gatto nero e un piccolo scoiattolo che lo fanno da guardiani. Si lascia avvicinare solo dai cuori più puri ed, in silenzio, ascolta i loro sogni.
Sorride e si rimette a disegnare fino all’alba, quando il signore del vento chiama il suo nome fra le fronde  sparisce, in un battito d’ali di farfalla lasciando solo un piccolo fiore sul suo scoglio che non appassirà finché i sogni continueranno a realizzarsi.
(Lu)

Pensa

PENSA

Vieni, siediti un momento accanto al mio cuore. Pensa alle salite di ogni giorno, su strade di pietre spingi ruote con le mani tagliate dai vetri quelli rotti dalle finestre dei giorni per invidia e per rabbia. Mai una volta l’aver potuto passare dall’altra parte, quella dove almeno le strade sono asfaltate. Vieni sdraiati un momento accanto a me e osserva le mani veloci nascoste nei guanti che infilano aghi, strappano buste con tubi che  ti infileranno in gola. Vieni, resta, aiutami a pensare che mi risveglierà una voce sconosciuta dietro una mascherina, ed ogni volta un taglio, un buco, un filo che unisce i lembi della carne.

Vieni ti prego, Siediti accanto a me, promettimi con una bugia che sarà l’ultima volta. Siediti accanto a me,  perdonami se qualche volta anch’io dietro la mia maschera non ho voglia di sorridere.
Ti prometto con una bugia che non lo farò più