Quando lo sport unisce: a Genova torna lo SportAbility Day

SportAbility Day 2025: lo sport come ponte per tutte le abilità

Il prossimo sabato 4 ottobre 2025, Genova si prepara ad accogliere la quinta edizione dello SportAbility Day, una giornata che non è soltanto un evento sportivo, ma una vera e propria festa dell’inclusione e della condivisione. Dalle 10 alle 18, il MySport Village Sciorba diventerà il cuore pulsante di un’esperienza unica, dove lo sport sarà il linguaggio comune capace di unire persone con abilità diverse, famiglie, associazioni e comunità.

Promosso dal progetto Stelle nello Sport, in collaborazione con istituzioni, fondazioni e numerosi partner, lo SportAbility Day vuole offrire a tutti – bambini, ragazzi e adulti – la possibilità di mettersi in gioco, provare nuove discipline e scoprire la bellezza dello sport vissuto senza barriere.

L’iniziativa, infatti, nasce con l’obiettivo di abbattere muri e pregiudizi, valorizzando ogni persona e le sue potenzialità. Attraverso attività, dimostrazioni e giochi, gli atleti con disabilità diventano protagonisti, mostrando come lo sport sia una straordinaria palestra di vita, dove passione, resilienza e spirito di squadra contano più di qualsiasi limite.

Passeggiando tra i campi e le aree attrezzate, sarà possibile scoprire un mondo di discipline: dal basket in carrozzina al nuoto, dall’atletica al tiro con l’arco, fino alle attività ludico-motorie pensate per i più piccoli. Un mosaico di emozioni e sorrisi che racconta la forza dello sport come strumento di integrazione, crescita personale e relazione.

La giornata sarà arricchita anche da momenti di incontro con associazioni, volontari e famiglie, creando occasioni di confronto e sensibilizzazione sul tema dell’inclusione sociale. Non mancheranno, naturalmente, momenti di festa e condivisione, perché SportAbility Day è soprattutto questo: una comunità che si stringe attorno al valore dello sport per tutti.

In un tempo in cui spesso prevalgono divisioni e individualismi, lo SportAbility Day ricorda a tutti noi che la vera forza nasce dall’incontro e dalla capacità di guardare oltre le differenze. Perché, come recita il claim dell’evento, questa è davvero “La Festa dello Sport per tutte le abilità”.

Per informazioni e programma dettagliato: www.sportabilityliguria.it

 

 

Abileconte.it presentato alla Regione Puglia. Ivan Loriso incontra il Garante dei Disabili

Abileconte.it presentato alla Regione Puglia.

Il progetto Abileconte.it è stato recentemente presentato presso la Regione Puglia, in un incontro con il Garante dei diritti delle persone con disabilità. Un momento importante, non solo per far conoscere il valore di questa iniziativa, ma anche per aprire un dialogo concreto con le istituzioni.

L’incontro ha offerto l’occasione per uno scambio significativo di idee ed esperienze. In particolare, sono emerse informazioni utili riguardo a due strumenti regionali di grande rilevanza:

Avviso G: sostiene i progetti di vita indipendente, permettendo alle persone con disabilità di scegliere i propri assistenti personali e di costruire percorsi di autonomia, con l’obiettivo di garantire dignità e autodeterminazione.

Avviso F: è rivolto ai caregiver familiari, ovvero a coloro che quotidianamente si prendono cura di una persona cara con disabilità. Attraverso contributi e supporti, questo avviso mira a riconoscere e valorizzare il loro ruolo fondamentale, migliorando al tempo stesso la qualità della vita delle famiglie.

Il confronto con il Garante ha messo in evidenza quanto sia importante che le storie personali diventino strumenti di consapevolezza collettiva e di crescita sociale.

Ringrazio il Garante dei Disabili, il Dott. Antonio Giampietro per l’attenzione riservata, per la disponibilità al confronto e per le informazioni dettagliate fornite su questi avvisi. È significativo quando istituzioni e cittadini condividono non solo idee, ma strumenti concreti che possono cambiare davvero la vita di molti.

Abileconte.it nasce per dare voce a queste storie, per trasformare l’esperienza quotidiana in messaggio di comprensione, solidarietà e cambiamento. Ogni racconto è un tassello per costruire una società più inclusiva, dove le barriere siano non solo riconosciute, ma superate.

 

Guardami negli occhi perché li c’è il ragazzo che sono davvero

Quando mi incontri, ti chiedo una cosa semplice: guardami negli occhi.
Lì troverai il ragazzo che sono davvero.
Non un’etichetta, non una condizione, non un limite.
Troverai la mia storia, la mia forza, e anche la mia fragilità.

L’inclusione inizia da qui: da uno sguardo che vede la persona, non la disabilità.
E forse, se ci fermiamo un attimo in più a guardarci negli occhi, scopriremo che non siamo poi così diversi.

Il bisogno che nessuno ascolta

 

Perché nessuno ci chiede di cosa abbiamo bisogno?

Ci sono silenzi che pesano più di mille parole. Sono i silenzi che circondano chi vive una condizione di disabilità o di fragilità. Non sono solo i limiti del corpo o della mente a rendere la vita più complessa, ma l’invisibilità agli occhi degli altri.

Ogni giorno, migliaia di persone affrontano sfide enormi: muoversi in una città non pensata per loro, chiedere un aiuto senza sentirsi un peso, trovare la forza di sorridere mentre dentro il cuore grida. Eppure, raramente qualcuno si ferma a chiedere: “Di cosa hai bisogno?”.

Il supporto psicosociale non è un lusso, è un diritto. Non significa solo ricevere cure mediche o assistenza pratica, ma anche avere ascolto, comprensione, empatia. Significa sentirsi riconosciuti come esseri umani con sogni, paure, desideri.

Troppo spesso la società guarda alla disabilità con pietà o con imbarazzo, dimenticando che ciò che serve non è compatimento ma possibilità: la possibilità di esprimersi, di lavorare, di amare, di partecipare. Chi vive in difficoltà non chiede privilegi, chiede solo pari dignità e la libertà di poter scegliere.

Dietro ogni fragilità c’è una forza che lotta, ma anche la stanchezza di chi deve dimostrare ogni giorno di valere. C’è la solitudine di chi vorrebbe raccontare le proprie necessità senza sentirsi giudicato. C’è il dolore invisibile di chi non trova spazi per dire: “Ho bisogno di te, ho bisogno di voi”.

Un vero supporto psicosociale nasce dal guardarsi negli occhi e riconoscersi, senza etichette, senza barriere. Nasce dal semplice gesto di chiedere, con umiltà e rispetto: “Come posso aiutarti?”. Forse non sempre sapremo offrire soluzioni, ma offrire presenza, ascolto e solidarietà può già cambiare un destino. Perché la più grande ferita non è la disabilità, ma L’indifferenza

 Questo non è un articolo ma una parte di me