A…Mare senza barriere: quando il mare diventa davvero di tutti

Ci sono giornate che lasciano il segno non per ciò che mostrano, ma per ciò che fanno vivere. È questo il senso di “A…Mare senza barriere”, la manifestazione organizzata dalla sezione di Vieste della Lega Navale Italiana in ricordo di Maria Di Dona. Nelle splendide acque dell’Adriatico, ragazzi e ragazze delle associazioni Il Filo del Sorriso, Le Ragioni del Cuore e Angeli H di Vieste hanno vissuto un’esperienza fatta di emozioni, sorrisi e condivisione, grazie anche alla collaborazione della ASD Vieste Tuna Fishing e del Valentina Tour, che ha accompagnato tutti alla scoperta della costa e delle meravigliose grotte di Vieste. Fondamentale è stato anche il supporto delle istituzioni, delle Forze dell’Ordine e delle associazioni di volontariato, insieme ai tanti soci della Lega Navale che hanno messo a disposizione le proprie imbarcazioni, dimostrando che l’inclusione nasce quando un’intera comunità decide di remare nella stessa direzione. Iniziative come questa ci ricordano che abbattere le barriere significa creare occasioni in cui ogni persona possa sentirsi libera di vivere il mare, la bellezza e la gioia di stare insieme. Perché l’inclusione non è un gesto straordinario: è la scelta quotidiana di non lasciare indietro nessuno.

Cinquemila chilometri di respiro: quando lo sport diventa speranza

Ci sono viaggi che non si misurano soltanto in chilometri, ma nel bene che riescono a lasciare lungo il cammino. È questo il significato di “Cinquemila chilometri di respiro”, l’impresa solidale di Gian Filippo Mirabile e Fabrizio Caselli, partiti da Genova con una bici e una handbike per attraversare Francia, Spagna e Portogallo fino allo Stretto di Gibilterra e tornare a casa. Ogni pedalata è dedicata alla Fondazione Gigi Ghirotti Genova ETS, che ogni giorno offre assistenza e sollievo ai pazienti e alle loro famiglie. Questa iniziativa ci ricorda che la vera forza non è arrivare per primi, ma scegliere di mettere il proprio impegno al servizio degli altri. Quando lo sport incontra la solidarietà, ogni salita diventa un messaggio di speranza e ogni traguardo appartiene a tutta la comunità. Noi di Abileconte.it crediamo che l’inclusione nasca proprio da gesti come questi: persone che trasformano una sfida personale in un’opportunità per aiutare chi sta affrontando la prova più difficile della propria vita. Perché, in fondo, il respiro più importante è quello che riusciamo a donare agli altri.

https://sostieni.gigighirotti.it/cinquemilachilometridirespiro/

 

Quando il cuore smette di essere una parola e diventa possibilità

Ci sono eventi che durano una sera. E poi ci sono eventi che lasciano una domanda dentro: perché non può essere sempre così?
“Il Talento incontra il Cuore” ci ricorda una cosa che ad Abileconte raccontiamo ogni giorno: il talento non appartiene a pochi, il talento appartiene a tutti. Serve solo qualcuno disposto a guardarlo davvero. Durante la serata, tra cucina, sorrisi, collaborazione e partecipazione, i ragazzi protagonisti hanno dimostrato che il valore di una persona non si misura dalle etichette, ma dalla possibilità concreta di esprimersi e sentirsi parte di qualcosa. Spesso il mondo parla di inclusione come se fosse un favore. In realtà l’inclusione è un’occasione: per chi viene accolto, ma soprattutto per chi impara a guardare oltre. Quando il talento incontra il cuore succede questo: non cambia solo una serata, cambia il modo in cui una comunità decide di vedere le persone. E forse è proprio qui che nasce il futuro: non nel chiedere spazio, ma nel costruire luoghi in cui nessuno debba più chiederlo.

Padre Pio nella mia storia

Ci sono coincidenze che forse coincidono non sono. Nella mia storia, il nome di Padre Pio è comparso nei momenti in cui ero più fragile… e continua a comparire oggi che sto tornando a costruire. Il 23 dicembre 2022 nel giorno in cui probabilmente sono stato peggio durante il ricovero presso la Neurologia Universitaria degli Ospedali Riuniti di Foggia, tra dolore, paura e una condizione che sembrava togliere riferimenti e certezze, un infermiere mi regalò un dipinto di Padre Pio. Per molti poteva essere solo un quadro. Per me no. Quel quadro è diventato presenza, compagnia silenziosa, qualcosa che mi ricordava che anche nei giorni peggiori non ero solo. È stato accanto a me durante la lunga degenza e ancora oggi rappresenta uno dei beni più preziosi che possiedo.  Oggi frequento la Fondazione Centri di Riabilitazione Padre Pio, luogo che mi sta aiutando concretamente a mantenere la condizione fisica che ho conquistato con fatica, seduta dopo seduta, fisioterapia dopo fisioterapia. E infine accade qualcosa che non avrei immaginato. Il sogno di raccontare il mio libro “La mia Forza e la mia Debolezza” insieme alla mia storia prende forma proprio davanti alle telecamere di Tele Padre Pio. Dal dolore alla riabilitazione. Dalla stanza d’ospedale alla televisione. Non so spiegare se sia destino, fede o semplicemente vita. So solo che, guardando indietro, sento che quel quadro arrivato nel momento più difficile non è mai stato davvero solo un quadro. E forse il messaggio più bello è questo: a volte ciò che ci salva non arriva facendo rumore. Arriva piano. E resta.
Ivan Loriso Abileconte.it

https://www.youtube.com/watch?v=ujQzc3Uc1dA