Abc Foggia: Associazione Bambini Cerebrolesi

Cuore e impegno per l’inclusione: l’attività dell’ABC Associazione Bambini Cerebrolesi di Foggia
Nel cuore di Foggia, una realtà associazionistica da oltre trent’anni accende speranza, solidarietà e sostegno concreto per le famiglie e i bambini con disabilità: l’Associazione Bambini Cerebrolesi (ABC), fondata con l’obiettivo di accompagnare, supportare e dare voce ai bisogni delle persone con disabilità grave e delle loro famiglie.  La missione di ABC non si limita alla semplice assistenza socio-sanitaria, ma si estende all’ascolto attento, alla partecipazione attiva, alla creazione di relazioni di fiducia e alla costruzione di percorsi di inclusione sociale. Famiglie, volontari e operatori collaborano fianco a fianco per creare una rete di sostegno che mette al centro la dignità di ogni persona.  Quello che rende speciale ABC è proprio la sua capacità di trasformare le sfide quotidiane in momenti di condivisione e crescita collettiva. In un contesto dove la disabilità spesso si traduce in solitudine o difficoltà burocratiche, l’associazione rappresenta un punto di riferimento concreto per orientarsi, ricevere ascolto e trovare percorsi di supporto personalizzati. 

Per informazioni, supporto, orientamento o per conoscere le attività e i progetti in corso, puoi contattare l’associazione ABC Associazione Bambini Cerebrolesi di Foggia in diversi modi:
 Indirizzo: Corso Roma, 196, 71121 Foggia (FG), Italia 
 Telefono: +39 0881 205525 
Email: abcfoggia@gmail.com 

https://youtu.be/JfN6kKEnjDI?si=fCvrUEJ9DAPuYoEk

Le Disabilità: da Roma a Foggia una nuova visione condivisa tra istituzioni, imprese e comunità

Non un semplice convegno, ma un vero laboratorio culturale e sociale.

Roma, 14 febbraio 2026 – Confimprenditori, Lungotevere dei Mellini 44

Il 14 febbraio 2026, a Roma, Confimprenditori ha ospitato il convegno nazionale “Le disabilità – Una narrazione verso una visione”, un momento di confronto tra istituzioni, protagonisti della società civile, rappresentanti aziendali e voci dell’associazionismo, per riflettere sull’attualità, le sfide e i possibili orizzonti inclusivi nel nostro Paese. Tra gli interventi istituzionali più attesi quello di Alessandra Locatelli, Ministro per le Disabilità, impegnata nella riforma organica della materia e nella promozione dell’autonomia e della vita indipendente. L’On. Antonio Maria Rinaldi, ha posto l’attenzione non solo sulla dimensione storica e sociale della disabilità nelle grandi città come Roma, ma anche sulla necessità di snellire le pratiche burocratiche per le persone con disabilità, semplificando procedure amministrative e tempi di accesso ai servizi, affinché i diritti non restino sulla carta ma diventino strumenti concreti di autonomia. Tra gli interventi di rilievo quello del dott. Pastorella, Global Chief Sustainability Development. Nel suo intervento ha sottolineato il ruolo della sostenibilità come leva di impatto sociale, evidenziando come sport, iniziative comunitarie e responsabilità d’impresa possano generare inclusione reale e opportunità per le persone in condizioni di vulnerabilità. La sostenibilità, è stato ribadito, non può prescindere dall’inclusione. Nel campo dell’innovazione tecnologica, il contributo di Pedius è stato citato come esempio concreto di abbattimento delle barriere comunicative: l’app consente alle persone sorde di effettuare telefonate in autonomia tramite trascrizione in tempo reale. Pedius è anche il nome della Startup fondata da Lorenzo di Ciaccio nel 2013 ideatore dell’app. Un esempio di come la tecnologia possa abbattere barriere comunicative e restituire maggiore indipendenza quotidiana. Sempre nella sfera della mobilità, testimonianze come quelle raccolte attorno all’esperienza del taxi accessibile di Marco D’Alessio, raccontano le potenzialità di servizi di trasporto pensati per persone con disabilità motorie, con un chiaro impatto sulla libertà di movimento e sulla qualità della vita.

Tra le voci protagoniste e piu autorevoli dell’evento c’è stata quella dell’Associazione Socio-Culturale – Sportivo Dilettantistica per la Riabilitazione e l’Inclusione della Persona Disabile (Assorì) di Foggia, realtà storica della Puglia impegnata da decenni nella promozione dell’inclusione sociale e culturale delle persone con disabilità. Fondata negli anni Ottanta da genitori, educatori e professionisti come Pia Colabella e Costanzo Mastrangelo, Assorì è cresciuta fino a diventare un punto di riferimento territoriale, sviluppando percorsi educativi, centri polivalenti, attività sportive, servizi di formazione e azioni di riabilitazione comunitaria. L’intervento dell’Associazione Assori ha ribadito che l’inclusione vera nasce nei territori, nelle famiglie, nelle relazioni quotidiane. Uno dei momenti più intensi è stato il tuo contributo di Ivan Loriso, autore del libro “La mia Forza e la mia Debolezza” e fondatore del blog Abileconte.it.  La presentazione del libro  ha rappresentato una testimonianza diretta di resilienza e consapevolezza, mentre il blog è stato raccontato come piattaforma di advocacy, cultura e inclusione narrativa. Nel corso del convegno infine è intervenuta anche la fisioterapista Raffaella Bonfazzi, che ha posto l’attenzione sul valore della relazione terapeutica nel percorso di cura. Ogni paziente non è una diagnosi, ma una storia, un vissuto, un progetto di vita. La fisioterapia diventa efficace quando si costruisce un’alleanza basata sull’ascolto, sul rispetto e sulla personalizzazione del trattamento.

Un ringraziamento speciale va agli ideatori e organizzatori di questa iniziativa Dott. Daniele Ambrogio Turis e Dott.essa Miriam Ventura

Prima delle etichette, le persone

Diversamente abile, disabile, invalido, handicappato.
Mi chiamo Ivan. Mi chiamo Giuseppe. Mi chiamo Claudio. Mi chiamo Antonio.
Le parole pesano. A volte più dei gradini senza scivolo, più delle porte troppo strette, più degli sguardi che si abbassano in fretta. Invalido è la mia patologia. È una definizione clinica, fredda, necessaria forse nei documenti. Dice cosa non funziona nel mio corpo, misura una percentuale, mette un timbro. Ma finisce lì.
Disabile è la mia patologia nella società. Non nasce in me, nasce intorno a me. È una fermata dell’autobus senza pedana, un ascensore rotto, un lavoro negato. La disabilità prende forma quando l’ambiente non ascolta, quando l’accesso diventa un privilegio e non un diritto. Sono una persona, con capacità, limiti, sogni, talento. Come tutti. Per questo oggi diciamo una cosa semplice, ma rivoluzionaria: prima del termine, viene il nome. Non siamo la nostra diagnosi. Non siamo una percentuale. Non siamo un problema da gestire. Siamo storie che chiedono spazio. Spazio per muoversi, per lavorare, per amare, per sbagliare, per vivere.
Quando l’accessibilità diventa normale, l’inclusione smette di essere una parola e diventa realtà.

La fragilità non è un limite da superare, ma un linguaggio da imparare ad ascoltare

La forza di chi non nasconde più le crepe

Per molto tempo ho creduto che mostrarsi forti significasse non esporre mai il fianco. Resistere. Restare in piedi anche quando il peso era troppo. Pensavo che la forza fosse silenzio, controllo, durezza. Oggi so che mi sbagliavo. La vita, a un certo punto, mi ha insegnato un’altra grammatica. Quella della fragilità. Non come resa, ma come verità. Ho imparato — sì, imparato — anche a piangere. E per piangere non intendo cedere, ma restare. Restare , anche quando qualcuno prova ad approfittarsi delle mie crepe. La fragilità non mi ha tolto forza. Me ne ha data un’altra. Più scomoda, meno appariscente, ma infinitamente più vera. È il luogo in cui non ho più bisogno di dimostrare nulla, perché so chi sono. 

La mia verità.  Ivan Loriso