11 ottobre 2026  Giornata Nazionale delle Persone con Sindrome di Down

Sindrome di Down: il valore di una persona va oltre ogni differenza
Ci sono persone che ogni giorno ci insegnano qualcosa, senza bisogno di grandi parole. Persone che hanno sogni, desideri, paure e una voglia immensa di vivere, amare ed essere amate.
La Giornata Nazionale delle persone con Sindrome di Down non è soltanto una giornata di sensibilizzazione, ma un’occasione per guardarci dentro e chiederci quanto siamo davvero capaci di accogliere le differenze. Le persone con sindrome di Down non chiedono compassione. Chiedono rispetto, opportunità, autonomia e il diritto di costruire il proprio futuro. Non servono persone tutte uguali per costruire un mondo migliore. Serve un mondo capace di dare spazio a tutti. Perché prima di ogni diagnosi, prima di ogni differenza, viene sempre la persona. 

In foto l’amico di Abileconte.it Marco Fasanella

Quando un figlio ha una disabilità, anche la coppia può attraversare momenti difficili

Coppie in crisi e figli con disabilità: quando anche l’amore fa fatica

Avere un figlio con disabilità cambia tante cose nella vita di una famiglia. Le visite, le terapie, le preoccupazioni per il futuro e le difficoltà di ogni giorno possono mettere a dura prova anche una coppia. A volte, senza nemmeno accorgersene, si smette di essere marito e moglie e si diventa soltanto mamma e papà. Si parla dei figli, dei problemi da risolvere, ma ci si dimentica di chiedere all’altro un semplice: “Come stai?” Arrivano così i silenzi, le incomprensioni e, qualche volta, anche le separazioni. Ma non è la disabilità di un figlio a dividere una coppia. Spesso sono la stanchezza, la solitudine e la mancanza di aiuto a pesare davvero. Anche una mamma può crollare. Anche un papà può sentirsi perso. E non bisogna vergognarsene. Perché dietro un figlio con disabilità ci sono anche due persone che hanno bisogno di sentirsi amate, ascoltate e mai lasciate sole.

Credo che queste famiglie abbiano bisogno di meno giudizi e di più comprensione e vicinanza.

Van Gogh veste la rinascita: a Manfredonia la moda diventa inclusione

Ci sono passerelle sulle quali sfilano abiti. E poi ci sono passerelle sulle quali sfilano storie, coraggio e voglia di ricominciare. È questo il significato di “Van Gogh veste la rinascita”, l’iniziativa che il 6 settembre ha trasformato il suggestivo Castello di Manfredonia in uno spazio nel quale arte e moda hanno incontrato inclusione e solidarietà. Protagonisti della serata sono stati trenta abiti e accessori ispirati all’universo artistico di Vincent Van Gogh, indossati da donne che hanno affrontato o stanno affrontando un tumore al seno e da persone con disabilità. L’iniziativa rappresenta l’evento conclusivo di un percorso di sartoria sociale promosso dall’Associazione Ars Manfredonia nell’ambito di Costa a Sud.  La scelta di Van Gogh non è casuale. La sua capacità di trasformare fragilità e tormento interiore in colore e bellezza diventa la metafora di un messaggio potente: una persona non coincide mai con la propria malattia, con una disabilità o con un momento difficile della propria vita. Ed è forse questo l’aspetto più bello dell’iniziativa. Per una sera la moda ha smesso di inseguire l’idea della perfezione e ha scelto qualcosa di molto più autentico: la vita reale. Il progetto guarda inoltre oltre Manfredonia: la collezione è destinata a essere presentata in altre città italiane e all’estero e, al termine del percorso, abiti e accessori saranno messi all’asta. Il ricavato sosterrà l’Associazione Agata e altre realtà del territorio impegnate nell’aiuto alle donne operate al seno. Perché rinascere non significa tornare ad essere quelli di prima. Significa scoprire che, anche dopo una ferita, possiamo diventare qualcosa di nuovo. E continuare, ancora una volta, a essere protagonisti della nostra storia.

 

Movi Manfredonia

Quando nasce un luogo, nasce anche una possibilità. Ci sono inaugurazioni che aprono semplicemente una porta. E poi ce ne sono altre che provano ad aprire nuove strade. A Manfredonia nasce la nuova sede di MOVI Manfredonia e ARS Manfredonia APS/ETS, uno spazio che vuole essere casa di solidarietà, volontariato, inclusione e partecipazione. E forse il significato più bello di questa inaugurazione è racchiuso proprio nell’immagine che accoglie chi entra: un adulto e un bambino, due supereroi che si guardano da lontano. Perché non tutti gli eroi indossano un mantello. A volte sono persone comuni che scelgono di esserci, di tendere una mano, di dedicare tempo agli altri e di trasformare una difficoltà in una possibilità.
Anche Abileconte.it ha voluto essere presente a questo momento. Alla presidente Monica Mantovano, alla vicepresidente Rita Colonna e a tutte le persone che daranno vita a questo spazio, il nostro augurio più sincero.